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Terzo incontro – Mercoledì 6 marzo – Crowdfunding: buone pratiche di economia per tutti

Crowdfunding: buone pratiche di economia per tutti” è il tema del terzo appuntamento con la rubrica on line del csv vicenza, cisivede in rete, in programma mercoledì 6 marzo, con diretta sul canale youtube a partire dalle 18.30,
Le raccolte fondi rappresentano un’attività di vitale importanza per ogni associazione. Per Henry Rosso, fondatore di una delle più importanti scuole di fundraising americane, il fundraising non è la scienza della raccolta dei fondi ma è la scienza della sostenibilità finanziaria di una causa sociale. La donazione è il frutto di uno scambio volontario tra soggetti che condividono un medesimo obiettivo, che giunge al termine di una attività di progettazione strategica, non improvvisata, che coinvolge tutta l’organizzazione e non solo una sua funzione o un suo organismo.
Punto di forza di un’organizzazione, quindi, è la capacità di coinvolgere la propria comunità locale e rendere conto dell’impiego del denaro donato.
Per parlare di questa fondamentale attività nel Terzo Settore, saranno con noi Valeria Vitali, co fondatrice e Presidente di Rete del Dono, e Riccardo Friede, consulente di fundraising, nello staff di Officine Buone Cause.


Valeria Vitali

Sono co-fondatrice e Presidente di Rete del Dono, piattaforma leader nel crowfunding sociale e nell’innovazione. Dal 2011 ho dedicato il mio impegno a guidare l’azienda nella sua crescita e sviluppo, portandola a raccogliere oltre 24 milioni di euro. Prima di fondare Rete del Dono, ho accumulato una vasta esperienza come consulente di marketing e comunicazione sia a Londra che a Milano. Ho anche accumulato esperienza nel terzo settore avendo insegnato Economia delle organizzazioni non profit presso l’Università di Bologna e lavorato come consulente presso Fondazione CARIPLO e altre realtà del non profit. Ciò che mi stimola è il desiderio di generare impatto positivo nella società attraverso l’innovazione e il coinvolgimento delle comunità. Continuo a spendermi e a dedicare la mia carriera a questa missione.

Cos’è Rete del Dono?

“Rete del Dono è la piattaforma leader di crowdfunding sociale e personal fundraising. Rete del Dono è società benefit e dal 2021 certificata BCorp. La nostra missione è diffondere la cultura del crowdfunding sociale, sia supportando le organizzazioni non profit nel percorso di trasformazione digitale che promuovendo la sostenibilità e il coinvolgimento delle comunità locali. Il nostro è un impegno concreto per diffondere la cultura del dono e del personal fundraising, come espressione di impegno civile e cittadinanza attiva.
Oltre 2.000 progetti hanno attivato con successo la prosapia raccolta fondi su Rete del Dono, raccogliendo oltre 24mln di euro e coinvolgendo più di 350 mila donatori. Oltre il 50% dei progetti attivi su Rete del Dono raggiunge l’obiettivo di raccolta fondi”.

Come funziona Rete del Dono?

“Attivarsi su Rete del Dono è semplice e immediato. Basta registrarsi in piattaforma, scegliere il progetto beneficiario della raccolta fondi e creare la propria campagna di crowdfunding. Anche i privati cittadini possono attivarsi per dare forma a un proprio progetto di utilità sociale”.


Riccardo Friede

Papà di Lorenzo e Nicolò, compagno di Silvia. Classe 1984, nato e cresciuto nel paese di Dolo (VE). Nel mondo della solidarietà dalla culla, grazie all’esempio dei miei genitori. Nel volontariato fin da adolescente, da 15 anni professionista della raccolta fondi per le piccole e medie organizzazioni non profit. Amo la musica e suonare, la passione prima di tutto!

Di che cosa ti occupi attualmente?

“Accompagno le piccole e medie organizzazioni non profit ad avviare o strutturare la raccolta fondi, così che possano rendere concreta e incisiva la buona causa che hanno nel cuore. Lo faccio in ogni parte d’Italia, assieme alla squadra di Officine Buone Cause”.

Come nasce questa ‘passione/attenzione’ per questo tipo di attività?

“Da ragazzo con gli amici abbiamo costituito un ente di volontariato per l’animazione del tempo libero dei nostri coetanei che erano più soli ed emarginati. Organizzavamo tutti assieme, senza barriere tra “noi” e “loro” uscite, spettacoli, soggiorni… a un certo punto abbiamo capito che per fare di più, dovevamo darci un metodo: per trovare denaro, volontari, adesione; tutto indispensabile per fare meglio le cose. Da qui lo studio, la pratica e l’approfondimento del fundraising”.

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