Eventi

Terzo incontro – lunedì 1 marzo – Madre Terra

 

Benvenuti nella nostra Rubirca “Ci Si Vede in Rete”

Un bel gioco di parole, nato da un confronto costruttivo, per trovare il nome da assegnare a questo nuovo servizio: la rubrica on line del CSV di Vicenza “Ci Si Vede in Rete“.

Nei momenti di difficoltà, lo abbiamo detto e scritto molte volte, ciascuno esprime la propria fatica, si evidenziano gli ostacoli personali e di gruppo, emergono le ferite, le cose non risolte, il carattere che ci contraddistingue, l’operatività e i problemi, però la spinta che si genera può essere positiva, di sfida, di creatività. Anche noi, facendo tesoro dell’esperienza, dei percorsi obbligati, di quelli voluti e cercati, abbiamo messo in campo passione, amore, dedizione e speranza. Così abbiamo trovato nuove modalità per ri-allacciare i legami, per favorire il re-innesco dei circoli virtuosi disattivati, per un legame di cura. Già! Tutto passa per la cura, non soltanto sanitaria, ma anche sociale.

Ecco allora nascere l’esigenza di una nuova immagine, per gli incontri e i racconti on line, dove coinvolgere alcuni di voi insieme a tanti ospiti.

Ci siamo quindi, è nata la rubrica “Ci Si Vede in Rete” e presto riceverete tanti aggiornamenti, perchè a partire da febbraio avvieremo gli incontri e apriremo un blog dedicato, collegato al sito del CSV, e una sezione nella nostra newsletter.

Restate connessi!

Mario Palano, presidente
Maria Rita Dal Molin, direttore

 


 

CRISTINA FAGGIONATO

La prima dei due ospiti di lunedì 1 marzo della rubrica CSV – Ci Si Vede in Rete sarà Cristina Faggionato, presidente de Il Fagiolo magico, Associazione a cui è stato assegnato il riconoscimento provinciale del CSV di Vicenza “Volontari… Facciamo la differenza” – Associazione dell’Anno 2020.

Cristina, 65 anni, è stata maestra in scuole dell’infanzia statali, ha lavorato nell’Associazione Teatro Cerchio di Vicenza nell’ambito del teatro per ragazzi. Dal fronte sociale, arriva dal mondo dello scoutismo, ha fatto parte della segreteria di un sindacato scuola ed è stata impegnata in movimenti femministi e pacifisti.

Da qualche tempo è alla guida de Il Fagiolo magico, Associazione nata nel gennaio del 2016 da un gruppo di volontari di Vicenza e di Bolzano Vicentino, con l’obiettivo di facilitare e motivare il lavoro di ragazzi disabili o in situazione di svantaggio sociale, apprendisti agricoltori alla fattoria sociale “Il Pomodoro di Bolzano Vicentino.

La nostra presenza mira al raggiungimento dell’autonomia, alla crescita dell’autostima e all’inclusione sociale sia attraverso il lavoro agricolo, sia attraverso attività ricreative, ludico-labolatoriali e relazionali”.

Cristina, a dicembre 2020 siete stati insigniti del riconoscimento “Volontari … Facciamo la Differenza” (nona edizione), istituito dal CSV. Che commento si sente di fare di fronte questa premiazione? E cosa vi sprona a fare?

Penso che quest’anno, con le limitazioni poste dalla pandemia, ci sia stata poca attenzione nei confronti delle persone più fragili. I ragazzi, diciamo, “normodotati” sono stati privati di molte occasioni di crescita e di relazioni. Immaginiamo quanto debba essere costato questo a persone con disabilità, che già hanno una vita complicata e piena di ostacoli. Il riconoscimento di “Volontari …Facciamo la Differenza” a Il Fagiolo Magico ci sprona ad andare avanti per la nostra strada con più determinazione.

In “CSV – Ci Si Vede… in rete” ci concentreremo soprattutto sull’elemento terra. Che progetto state seguendo in questo ambito?

Dalla terra siamo partiti come immagine della nostra Associazione, il Fagiolo magico, per l’appunto, che cresce raggiungendo mete impensate. Ma siamo anche con i piedi per terra, a lavorare in una fattoria dove si semina, si coltivano ortaggi, si raccolgono, si preparano per la vendita o si trasformano. Il nostro prossimo obiettivo legato all’agricoltura è la costruzione di cassoni elevati per la coltivazione in serra, per permettere anche ai ragazzi in carrozzina di lavorare insieme agli altri in queste strutture, accanto a ulteriori progetti che consentiranno ai nostri giovani apprendisti di partecipare ai processi di trasformazione. Il prossimo acquisto di un essiccatoio va in questa direzione.

 


 

ELISA SCALCHI

Elisa Scalchi, un nome, tante sfaccettature: oggi è Coordinatore Campagna Amica Vicenza – fondazione nata per realizzare iniziative volte a esprimere pienamente il valore e la dignità dell’agricoltura italiana, rendendo evidente il suo ruolo chiave per la tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura, della salute, della sicurezza alimentare, dell’equità, dell’accesso al cibo a un giusto prezzo, dell’aggregazione sociale e del lavoro -, è Segretaria di Terranostra Vicenza, si occupa degli eventi, dei Mercati Campagna Amica, delle attività di promozione del territorio, dei prodotti per Coldiretti Vicenza, organizzazione sindacale di rappresentanza delle persone e delle imprese che operano in agricoltura, nelle attività connesse e nell’agroalimentare. Consulente e formatore per vendita diretta, agriturismo, fattorie didattiche, fattorie sociali, turismo rurale: praticamente tutti i volti della multifunzionalità dell’agricoltura vicentina. Non solo. Tra i vari ruoli, figura anche quello di docente per ITS Veneto per le attività di promozione dei prodotti. Alle spalle una laurea in Economia del Turismo a Ca’ Foscari (Venezia), un lavoro per Orient-Express (l’azienda che, tra le altre strutture da mille e una notte, gestisce il famoso treno Orient Express e il Belmond Hotel Cipriani), e per Antiche Dimore (catena italiana di hotel di lusso).

In Coldiretti ha mosso i primi passi seguendo Giovani Impresa e Donne Impresa, i movimenti che si occupano dello sviluppo dell’imprenditoria giovanile e femminile. Non da ultimo, Elisa si occupa di sicurezza negli ambienti di lavoro e di autocontrollo igienico sanitario.

Elisa, in “CSV – Ci Si Vede… in rete” parleremo di terra e della sua declinazione sociale. Ci può elencare alcuni dei progetti più significativi che Coldiretti ha messo in piedi su questo binomio?

Lo sviluppo di Campagna Amica rappresenta l’ampliamento per eccellenza del binomio “terra e sociale” per dare dignità al lavoro della terra. Negli ultimi sondaggi si è visto che, rispetto a dieci anni fa, il ruolo dell’imprenditore agricolo ha ritrovato una dimensione di valore sociale, riconosciuto, ambito.

Tradotto: non ci si vergogna più a dire “Sono un imprenditore agricolo, sono un contadino”.

Dal 2006 Coldiretti ha sviluppato e affiancato i governi nazionali e regionali nella stesura della normativa sull’agricoltura sociale che oggi ha una legge regionale del 2014 che deve essere adeguata alla legge nazionale modificata nel 2019.

Inoltre, dal 2018, con i Villaggi Coldiretti si è attivata in tutta Italia l’iniziativa Spesa SOSpesa presso i Mercati Campagna Amica e, non da ultimo, tra la fine dell’anno 2020 e l’inizio del 2021 si è concretizzato il progetto #amoreperlitalia con la fornitura di pacchi alimentari di prodotti di alta qualità, 100% made in Italy, ai “nuovi poveri” causati dal Covid-19.

E poi ci sono le iniziative di Donne Impresa da Educazione alla Campana Amica al recente progetto, vincitore di Oscar Green e sostenuto anche da Michelle Hunziker con il CUAMM Medici con L’Africa, “Prima le mamme e i bambini” con i cuscini realizzati in fibra vegetale “Solo dal Cuore.

In quanto organizzazione sindacale di rappresentanza delle persone e delle imprese che operano in agricoltura e nell’agroalimentare, come vi state muovendo di fronte l’Agenda 2030 dell’ONU?

L’Agenda 2030 prevede le 3 Sostenibilità: economica, sociale e ambientale, i tre aspetti che da sempre muovono Coldiretti.

Il sostegno alle produzioni Bio con la loro valorizzazione, la certificazione SQNPI per la lotta integrata e minor uso di prodotti fitosanitari, ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per il risparmio dell’acqua, l’agricoltura di precisione anche con i droni o comunque con lotta fitosanitaria mirata, progetti come Stalla 4.0 per il miglioramento della gestione delle stalle e minor produzione di azoto, lo sviluppo di biodigestori e di uso di sostanza organica al posto della chimica.

Una migliore azienda, un’azienda che produce reddito e non solo sussistenza, permette agli agricoltori di rimanere anche in territori difficili, ecco quindi l’importanza delle attività connesse, quali agriturismo, fattorie didattiche, vendita diretta e fattorie sociali. E, ancora, fare manutenzione, evitare quindi il dissesto idrogeologico e l’abbandono, ma anche creare nuovi lavori e, in alcune zone, fornire servizi che altre strutture, come lo Stato stesso, non riescono a fornire. Insomma: generare Welfare. Per fare un esempio, nelle vallate della Pedemontana e Agno Chiampo, sono fiorite attività di agricoltura sociale, dove vengono inserite persone con disabilità che altrimenti “non avrebbero trovato un posto” e che invece, così, guadagnano in stabilità e valore sociale, trovando un proprio posto e migliorando la percezione del sé.

Con l’agricoltura sociale si hanno veri e propri progetti di inclusione sociale, perché l’agricoltura non è razzista, è inclusiva per antonomasia. La natura, le piante, gli animali crescono bene se vengono curati, non “guardano” se è un normodato che le cura oppure un disabile psichico, fisico, un ex carcerato.

Ma l’agricoltura sociale ha tante potenzialità ancora inespresse, proprio per un gap normativo e soprattutto perché c’è stata una corsa all’agricoltura sociale, da parte di alcune Coop, per “accaparrarsi fondi, ruolo e rette” e, in alcuni casi, hanno fatto del male agli imprenditori e ai loro assistiti.

Dato, comunque, il valore importante che ha questo ambito, Coldiretti sta lavorando per ridare forza e gambe all’agricoltura sociale, snellendo le procedure come da disegno nazionale.

L’agricoltura sociale è fatta da aziende agricole che si sorreggono economicamente da sole e che, per volontà dell’imprenditore (che fa un corso di formazione), si mettono a disposizione della Comunità.

Prima ancora del Covid, prima ancora dell’emergere di nuovi bisogni, avete dato il via alla spesa SOSpesa. Come è nata questa idea e in cosa consiste?

La Spesa SOSpesa è un’iniziativa che nasce nel 2018 con i Villaggi Coldiretti, dall’idea del caffè sospeso di Napoli.

Tutti i cittadini che fanno la spesa nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica diffusi lungo la Penisola possono decidere di donare cibo e bevande alle famiglie più bisognose sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta però di frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità, e a km zero, che gli agricoltori di Campagna Amica andranno a consegnare gratuitamente alle famiglie bisognose.

Le persone possono fare degli acquisti e le lasciano al mercato per chi non può permettersi di fare la spesa poi, tramite enti riconosciuti (a Vicenza lavoriamo con Caritas Diocesana e con Emporio Solidale), forniamo i prodotti settimanalmente.

È un progetto di beneficenza a lungo termine, che nel 2020 è ripartito con maggior vigore già ai primi di marzo e continuato per tutto l’anno, in tutta la provincia, e implementato dagli imprenditori che aggiungevano prodotti a fine mercato, soprattutto frutta e verdura.

Questa iniziativa vede però la sua origine con Expo 2015, quando al termine delle giornate – per evitare di sprecare il cibo – donavamo quanto rimaneva al Banco Alimentare Ambrosiano: sì alla beneficenza, no allo spreco!

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