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Ottavo incontro – lunedì 17 maggio – Crowdfunding e tipologie di raccolta fondi per associazioni

 

Benvenuti nella nostra Rubirca “Ci Si Vede in Rete”

Un bel gioco di parole, nato da un confronto costruttivo, per trovare il nome da assegnare a questo nuovo servizio: la rubrica on line del CSV di Vicenza “Ci Si Vede in Rete“.

Nei momenti di difficoltà, lo abbiamo detto e scritto molte volte, ciascuno esprime la propria fatica, si evidenziano gli ostacoli personali e di gruppo, emergono le ferite, le cose non risolte, il carattere che ci contraddistingue, l’operatività e i problemi, però la spinta che si genera può essere positiva, di sfida, di creatività. Anche noi, facendo tesoro dell’esperienza, dei percorsi obbligati, di quelli voluti e cercati, abbiamo messo in campo passione, amore, dedizione e speranza. Così abbiamo trovato nuove modalità per ri-allacciare i legami, per favorire il re-innesco dei circoli virtuosi disattivati, per un legame di cura. Già! Tutto passa per la cura, non soltanto sanitaria, ma anche sociale.

Ecco allora nascere l’esigenza di una nuova immagine, per gli incontri e i racconti on line, dove coinvolgere alcuni di voi insieme a tanti ospiti.

Ci siamo quindi, è nata la rubrica “Ci Si Vede in Rete” e presto riceverete tanti aggiornamenti, perchè a partire da febbraio avvieremo gli incontri e apriremo un blog dedicato, collegato al sito del CSV, e una sezione nella nostra newsletter.

Restate connessi!

Mario Palano, presidente
Maria Rita Dal Molin, direttore

 


ROGER BERGONZOLI

È il Direttore Generale della Fondazione Santa Rita da Cascia, realtà con il compito di sostenere in modo continuato e strutturato i progetti di solidarietà in favore dei bisognosi, che le monache di clausura portano avanti da sempre. Parliamo di Roger Bergonzoli, ospite dell’ottava puntata della rubrica “CSV – Ci Si Vede in Rete”, in diretta sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del CSV lunedì 17 maggio, dalle 18.30 alle 19.10.

Roger, in oltre 15 anni di attività nel non profit, ha avuto modo di operare nei vari ambiti del fundraising.

Direct mail, donor care, digital marketing, social media, database, comunicazione on e off-line, lasciti ed eventi speciali sono attività che pianifico, coordino e gestisco”.

Ma il punto di svolta nel suo percorso è stato il focus sulla relazione col donatore che lo ha condotto a ripensare e innovare processi e prodotti di fundraising.

Il donatore, anzi la persona, va messo al centro, avendo coraggio anche di dimenticare, almeno per un po’, indicatori economici, come ROI e redemption”.

Da formatore e relatore in vari ambiti, Bergonzoli cerca di condividere questo approccio che può essere applicato e fare la differenza in tutte le organizzazioni non profit.

Roger, prima di parlare di crowdfunding e tipologie di raccolta fondi per progetti di utilità sociale, le chiediamo di raccontarci qualcosa in più sulla fondazione Santa Rita da Cascia, a cui lei è a capo.

Le crisi rappresentano un’opportunità. Durante una pandemia questa affermazione può sembrare provocatoria. Ma ripenso ad aprile del 2010, quando un improvviso aumento delle tariffe postali (+500%) ha colpito tutte le realtà che utilizzavano lo strumento cartaceo per raccogliere fondi. Tra queste anche il Monastero di Santa Rita da Cascia, le cui opere di Carità erano sostenute anche dalle donazioni che giungevano grazie all’invio di una rivista. La mancanza di tempo ha impresso velocità ed evitato ripensamenti. Da quella scintilla è iniziato un processo di organizzazione del fundraising che ha portato alla costituzione, nel 2012, della Fondazione Santa Rita da Cascia. Ora siamo team con competenze specifiche che lavora per sostenere percorsi solidali, partendo dall’Alveare di Santa Rita, il progetto di accoglienza per minori del Monastero a Cascia, in Umbria.

In “CSV – Ci Si Vede in rete” parleremo di “crowdfunding e tipologie di raccolta fondi per progetti d’utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni non profit (ONP)”. Quali valori stanno alla base del fundraising?

I livelli valoriali sono due. Da un lato il fundraising stesso deve prendere i valori che sono alla base, al centro, di un’Organizzazione Non Profit e portarli verso l’esterno affinché nuove persone possano innamorarsene e possa iniziare una relazione in cui c’è spazio anche per il dono, in tutte le sue forme. Dall’altro il fundraiser maneggia quotidianamente emozioni per alimentare la relazione e innescare l’azione, cioè la donazione. Dobbiamo avere coscienza del potere delle emozioni e utilizzarle in modo corretto per far nascere percorsi di donazione consapevoli e di lungo periodo, evitando facili scorciatoie che conducono a donazioni nell’immediato, ma non attivano relazioni.

Come si coinvolgono le persone in questi progetti, come si crea “La Relazione”, quella con la R maiuscola?

Per prima cosa dobbiamo capire quali sono le persone giuste (il target) a cui proporre i valori della nostra Organizzazione Non Profit. Senza questa attenzione ogni attività di fundraising è destinata a fallire. La creazione e il mantenimento della relazione sono fatte di molte attenzioni, fra queste cito la capacità di entrare in contatto, di comunicare, col donatore non solo per chiedere donazioni. A nessuno piace essere scambiato per un bancomat o un libretto degli assegni.


VALERIA VITALI

Socio Fondatore di Rete del Dono, Valeria Vitali è parte attiva del cambiamento:

Questo è ciò che più mi appassiona del mio lavoro” ammette.

Valeria è in prima linea per diffondere la cultura deI dono, dono inteso come impegno civile, come contributo al cambiamento e sostegno concreto per la realizzazione di progetti di utilità sociale e solidarietà. Oggi accompagna, insieme al team di Rete del Dono, le organizzazioni non profit in un percorso di avvicinamento alla raccolta fondi digitale per aiutarle a dare sostenibilità ai loro progetti, ma non solo. Affianca le aziende in un percorso di responsabilità sociale che parte dal coinvolgimento diretto dei dipendenti, vero e proprio motore della CSR in azienda. Sarà lei “la partner” di Roger Bergonzoli nell’incontro di lunedì 17 maggio, per parlare di crowdfunding e tipologie di raccolta fondi per associazioni.

Valeria, per par condicio, come abbiamo chiesto a Roger di presentare la Fondazione di cui è Direttore Generale, a lei chiediamo di introdurci alla Rete del Dono.

Rete del Dono è la piattaforma leader in Italia per l’ideazione e lo sviluppo di campagne di raccolta fondi online, con modalità di tipo crowdfunding donation based e personal fundraising. Nasce per aiutare il singolo individuo, gli enti territoriali e le aziende a dare forma al proprio impegno solidale, dalla scelta dell’organizzazione non profit alla definizione della campagna di raccolta fondi. Il nostro è un impegno concreto per diffondere la cultura deI dono e del personal fundraising, come espressione di impegno civile e cittadinanza attiva. Dalla nascita, nel settembre 2011, ad oggi abbiamo lavorato per avvicinare le organizzazioni non profit al digital fundraising aiutandole ad integrare con successo crowdfunding e personal fundraising nella propria strategia di raccolta fondi.

Come funziona il crowdfunding per il Non profit e per le Onlus?

Oggi possiamo dire che il crowdfunding donation based non è un mero strumento di raccolta fondi perché ha dimostrato di essere: 

  1. UN POTENTE AGGREGATORE DI COMUNITÀ. La natura progettuale del crowdfunding è estremamente funzionale alla realizzazione di progetti disegnati per la comunità, proprio perché ha il potere di coinvolgerle e aggregarle attorno a un bisogno condiviso attivando processi di coinvolgimento partecipativo dal basso in un’ottica di cittadinanza attiva e responsabilità sociale. Permettendo a voi organizzazioni di allargare la vostra audience.
  2. Un’opportunità per raccontare e condividere un progetto, la sua potenza narrativa favorisce il coinvolgimento dei pubblici – QUINDI COMUNICAZIONE A 360°
  3. OPERAZIONE DI FIDUCIA – condivisione, trasparenza.

Parla di “cultura del dono”. Come riassumerebbe, in una frase, questa espressione?

La nostra Missione è diffondere la cultura del dono, intesa come espressione di impegno civile e cittadinanza attiva. Significa diffondere una cultura in cui il singolo si senta parte integrante e attiva della comunità, ove il suo gesto di solidarietà, il dono, sia espressione diretta del suo impegno per il bene comune.

 

 

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